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| I Faraoni hanno vinto in casa l'edizione del 2006. Da campioni uscenti si augurano una bella figura, ma nemmeno i più ottimisti credono a un nuovo trionfo |
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IL CALCIO
LE ULTIME DUE EDIZIONI
Primo turno nel 2004 e vittoria nell’ultima edizione casalinga, sotto gli occhi del presidente Hosni Mubarak e di un popolo in delirio che ha reso, se possibile, ancora più pazza la capitale Il Cairo.
QUEST'ANNO
Da campione uscente si augura esclusivamente una bella figura. Al bis non credono nemmeno i più ottimisti, anche per le assenze pesanti che l’Egitto deve registrare quest’anno. Eppure il calcio speculativo degli egiziani, fatto di controllo di palla, di densità difensiva e di contropiede, darà fastidio ancora a tante squadre ben più attrezzate dei Faraoni.
LA STELLA
Mohamed Aboutreika esiste solo per chi si spinge a guardare l’Africa. Stella dell’Al Ahly, squadra dominatrice delle competizioni continentali, che ha sempre respinto qualsiasi offerta europea per l’attaccante, Aboutreika è davvero un attaccante moderno e farebbe bene in tanti top team europei. Ha fisico, tocco, una splendida coordinazione e una corsa regale. Gli manca un po' di punch, e forse anche un po' per questo che l'"assassino sorridente", come l’hanno soprannominato sotto le piramidi, non ha mai abbandonato casa sua, dove sta bene, è ben voluto anche per le sue tante campagne in favore dei più deboli e ha la possibilità di fare quello che vuole. Come laurearsi.
LA SQUADRA
Orfana delle bizze di Mido e del talento Barakat, entrambi out per infortunio, tutti attendono al varco Mohamed Zidan (Amburgo), altro caratterino, ma capace di giocate sublimi. Giocatore barometro rimane l’esperto Ahmed Hassan (Anderlecht), miglior giocatore della scorsa Can, pronto forse per tornare in Egitto, magari proprio dopo questa edizione. La fase difensiva, chiave per questa squadra, nasce dal carisma e dalla sicurezza che emana il portiere, l’ottimo El Hadary (al Ahly). Poi c’è Wael Gomaa (era all’Al Ahly, ma è stato attirato dalle offerte del Qatar) e il punto interrogativo IbrahimSaidi, grande centrale ma carattere che gli consente nonostante le sue ottime letture di giocare solo in una sconosciuta squadra turca. Farà comodo anche l’esperienza di Mohamed Shawky (che al Middlesboroughsta sta facendo fatica), anche se probabilmente al suo posto giocherà Hosni Abd Rabo (Al Ismaily), davvero bel centrocampista difensivo, che non ha mantenuto tutte le promesse dopo che da giovanissimo, anche se adesso ha solo 25 anni, aveva fatto girare più di una testa (Juve compresa) nel Vecchio Continente, che ha poi conosciuto solo e male nello Strasburgo.
IL TECNICO
Doveva essere un c.t. ad interim, Hassan Shehata, grande giocatore, ma allenatore considerato "da provincia", per usare la nostra etichetta. Dopo la poco fortunata parentesi di Marco Tardelli, si cercava un nome internazionale per azzannare il titolo. Bucati i nomi importanti si è deciso di rischiare e di restare con il vecchio leone. Il buon Shehata, senza voli pindarici, ma con un sanissimo realismo, ha portato all’Egitto un titolo che ha ridato lustro a un movimento calcistico che pareva in vertiginosa discesa. E quando Mido ha dato di matto per una sostituzione, hanno dovuto trattenere Shehata, che voleva dimostrare, non solo a voce, chi comandava in quello spogliatoio.
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