Prima missione
rilanciare lo sviluppo
La nostra
proposta per rilanciare la crescita dell'economia italiana si fonda su sei
iniziative: un nuovo fisco per le imprese; infrastrutture, nuove fonti di
energia e telecomunicazioni;
lavoro; liberalizzazioni; sostegno al "made in
Italy"; riorganizzazione e digitalizzazione della pubblica
amministrazione.
1. Un nuovo fisco
per le imprese
• detassazione di straordinari, premi e incentivi legati a incrementi di
produttività;
• graduale e progressiva detassazione delle "tredicesime" o di una
mensilità;
• versamento IVA dovuto solo dopo il reale incasso della fattura;
• rimborsi IVA in tempo commerciale (da 60 a 90 giorni), per lasciare
liquidità nelle imprese;
• eliminazione di adempimenti burocratici e fiscali superflui e costosi;
• riforma degli studi di settore, partendo dalle realtà economiche
territoriali e coinvolgendo anche i Comuni;
• graduale e progressiva abolizione dell'IRAP, a partire dall'abolizione
dell'IRAP sul costo del lavoro e sulle perdite;
• graduale e progressiva riduzione dell'IVA sul turismo.
2. Infrastrutture, nuove fonti di energia e telecomunicazioni
• Rilancio e rifinanziamento della "Legge Obiettivo" e delle Grandi Opere
con priorità alle Pedemontane lombarda e veneta, al Ponte sullo Stretto di
Messina e all'Alta velocità ferroviaria;
• coinvolgimento delle piccole e medie imprese di costruzione nella
realizzazione delle Grandi Opere;
• promozione e incentivazione della raccolta differenziata e della
realizzazione di termovalorizzatori per lo smaltimento dei rifiuti solidi
urbani nelle regioni deficitarie;
• rilancio del trasporto aereo, con la valorizzazione e lo sviluppo degli
"Hub" di Malpensa e di Fiumicino;
• partecipazione ai progetti europei di energia nucleare di ultima
generazione;
• incentivi alla diversificazione, alla cogenerazione, all'uso efficiente
di energia, alle fonti rinnovabili: dal solare al geotermico, dall'eolico
alle biomasse, ai rifiuti urbani;
• realizzazione dei rigassificatori già autorizzati;
• diversificazione del funzionamento degli impianti elettrici ad olio
combustibile attraverso il ricorso al carbone pulito;
• completamento del processo di liberalizzazione del settore delle
telecomunicazioni e diffusione della larga banda su tutto il territorio
nazionale;
• regole europee nel settore dei media: pluralismo e concorrenza,
valorizzazione delle produzioni europee, completamento del passaggio alla
tecnologia digitale.
3. Lavoro
• Incremento delle tutele, delle garanzie e dei controlli in materia di
sicurezza sul lavoro anche attraverso incentivi per le imprese;
• obiettivo della piena occupazione per trasformare la flessibilità di
ingresso nel mondo del lavoro in opportunità di stabilità del rapporto e
di crescita professionale, eliminando alla radice il fenomeno della
precarietà;
• attuazione della Legge Biagi per incentivare la creazione di nuovi posti
di lavoro e per realizzare una maggiore inclusione nel mercato del lavoro
di giovani, donne, anziani e disabili;
• riforma degli ammortizzatori sociali secondo i principi contenuti nel
"Libro Bianco" del professor Marco Biagi;
• completamento della "Borsa lavoro" per facilitare l'incontro tra domanda
e offerta di lavoro.
4. Liberalizzazioni
• Liberalizzazione dei servizi privati e pubblici per migliorare il
rapporto qualità/prezzo a favore dei consumatori a partire dal carico
delle bollette;
• liquidazione delle società pubbliche non essenziali;
• difesa dei consumatori generalizzando e rafforzando il principio di
"portabilità" dei rapporti con le banche, proposto dal Governo Berlusconi.
5. Sostegno al "Made
in Italy"
• Interventi sull'Unione Europea per ridurre la regolamentazione
comunitaria, per difendere la nostra produzione, contro la concorrenza
asimmetrica che viene dall'Asia;
• sperimentazione della certificazione obbligatoria del "Made in Italy";
• legge sui distretti industriali, sulle filiere produttive e sulle reti
d'imprese;
• sviluppo dell'agricoltura: salvaguardia degli interessi italiani in
Europa, difesa e valorizzazione del prodotto italiano mediante
l'indicazione obbligatoria dell'origine geografica, contenimento dei costi
di produzione (anche con la stabilizzazione del regime fiscale e
previdenziale agricolo), valorizzazione dei prodotti tipici, riduzione dei
passaggi dal campo alla tavola dei prodotti agricoli, diffusione di
mercati gestiti direttamente dai produttori agricoli.
6. Riorganizzazione
e digitalizzazione della P.A.
• Sviluppo del piano di riorganizzazione e di digitalizzazione della
pubblica amministrazione avviato durante il Governo Berlusconi per
raggiungere i seguenti obiettivi: considerevoli risparmi nel costo dello
Stato, accesso dei cittadini agli uffici pubblici per via telematica,
maggiore trasparenza e certezza delle procedure;
• passaggio dall'archiviazione cartacea a quella digitale.
Seconda missione
sostenere la
famiglia, dare ai giovani un futuro
La famiglia è al centro del nostro
programma; per noi la famiglia è la comunità naturale fondata sul
matrimonio tra uomo e donna; e per sostenere la famiglia noi proponiamo:
meno tasse, una casa per tutti, migliori servizi sociali, mettere i
giovani in condizione di costruire il loro futuro.
1. Meno tasse
• Totale eliminazione dell'ICI sulla
prima casa, senza oneri per i Comuni;
• graduale e progressiva introduzione del "quoziente familiare" che
tiene conto della composizione del nucleo familiare;
• abolizione delle tasse sulle successioni e sulle donazioni
reintrodotte dal governo Prodi;
• graduale e progressiva diminuzione della pressione fiscale sotto il
40% del prodotto interno lordo in attuazione dei principi contenuti
nella Legge delega per la riforma fiscale del governo Berlusconi;
• graduale e progressiva tassazione separata dei redditi da locazione;
• rilevazione sul territorio dei redditi delle abitazioni, ai fini della
formazione del catasto;
• rafforzamento delle misure di contrasto all'evasione fiscale già
contenute nella legge finanziaria del 2006 del governo Berlusconi.
2. Una casa per
tutti
• "Piano casa" per costruire alloggi per i giovani e per le famiglie che
ancora non dispongono di una casa in proprietà attraverso lo scambio tra
proprietà dei terreni e concessioni di edificabilità. Ogni Regione
determinerà i criteri di assegnazione su cui costruire le graduatorie;
• piano di riscatto concordato con le Regioni a favore degli inquilini di
alloggi pubblici;
• riduzione del costo dei mutui bancari delle famiglie, rendendone
conveniente la ristrutturazione da parte delle banche;
• graduale e progressiva detassazione degli investimenti in riscaldamento
e difesa termica delle abitazioni e degli investimenti per la costruzione
nelle città di nuovi posti-auto sotterranei;
• fondo pubblico di garanzia per i mutui contratti dai condomini per le
opere di manutenzione e/o ristrutturazione;
• stabilizzazione delle norme fiscali (IVA + Imposte dirette) sui lavori
di ristrutturazione edilizia;
• "Legge Obiettivo" per i quartieri svantaggiati e le periferie delle
grandi aree metropolitane, con agevolazioni agli interventi di
riqualificazione urbana e il finanziamento di progetti infrastrutturali.
3. Migliori servizi
sociali
• Reintroduzione del "bonus bebé" per sostenere la natalità;
• graduale e progressiva riduzione dell'IVA su latte, alimenti e prodotti
per l'infanzia;
• sostegno alle famiglie per una effettiva libertà di scelta educativa tra
scuola pubblica e scuola privata;
• assegnazione di libri di scuola gratuiti per le famiglie meno agiate,
estesa fino al 18° anno di età per garantire il diritto/dovere
all'istruzione;
• prosecuzione del piano di investimenti in asili aziendali e sociali,
attraverso fondi pubblici e detassazioni;
• graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse; rafforzamento
della previdenza complementare e avvio sperimentale di nuove mutue sociali
e sanitarie;
• attuazione del piano straordinario del Governo Berlusconi per le persone
non autosufficienti (disabili, anziani, malati gravi) di concerto con il
mondo delle autonomie e del privato sociale;
• utilizzo delle Poste italiane per servizi sociali a domicilio, a favore
dei cittadini in coordinamento con i Comuni;
• stabilizzazione del "cinque per mille" e sua applicazione a favore di
volontariato, non-profit, terzo settore, ricerca;
• revisione del sistema di assistenza sociale in base al principio di
sussidiarietà, dando un maggior ruolo ai Comuni e garantendo la libertà di
scelta tra i vari servizi offerti dal pubblico, dal privato e dal privato
sociale;
• riforma del libro primo del Codice Civile, per riconoscere il ruolo
fondamentale assunto nella nostra società dal "terzo settore";
• rilancio del ruolo di prevenzione e di assistenza dei consultori
pubblici e privati e, d'intesa con le Regioni, individuazione delle
risorse finanziarie necessarie a garantire credibili alternative
all'aborto per la gestante in difficoltà;
• esclusione di ogni ipotesi di leggi che permettano o comunque
favoriscano pratiche mediche assimilabili all'eutanasia.
4. Dare ai giovani
un futuro
• Sperimentazione di un periodo "no tax" per le nuove iniziative
imprenditoriali e professionali dei giovani;
• introduzione di un credito d'imposta per le imprese che assumono giovani
e che trasformano contratti temporanei in contratti a tempo indeterminato;
• "bonus locazioni" per aiutare le giovani coppie e i meno abbienti a
sostenere l'onere degli affitti;
• garanzie pubbliche per i "prestiti d'onore" e per il finanziamento
d'avvio a favore di giovani che iniziano la loro attività di impresa;
• graduale progressiva totalizzazione dei periodi contributivi;
• ripresa in ogni settore di attività del sistema delle mutue che, con
sostegno pubblico e privato, garantiscano ai giovani assistenza sociale e
sanitaria in caso di non lavoro e di bisogno, sul modello storico delle
"Casse edili".
Terza
missione
più sicurezza, più
giustizia
Sicurezza e tutela
del cittadino sono priorità assolute e saranno affrontate con interventi
urgenti ed incisivi.
Una giustizia lenta ed inefficiente, oltre che essere fonte di
disuguaglianza e di tensioni sociali, crea ostacolo alla crescita
economica del Paese.
Provvedimenti legislativi immediati e di sistema debbono trovare
attuazione per ridare al cittadino la fiducia nello Stato.
1. Più sicurezza
• Aumento progressivo delle risorse per la sicurezza;
• maggiore presenza sul territorio delle forze dell'ordine ed incremento
della polizia di prossimità, dei poliziotti e dei carabinieri di quartiere
per rafforzare la prevenzione dei "reati diffusi" (furto in appartamento,
furto d'auto, spaccio di droga, sfruttamento della prostituzione, etc);
• incentivi per installazioni di sistemi di sicurezza nei pubblici
esercizi;
• iniziativa del Governo italiano in sede di Unione Europea affinché non
si attuino più sanatorie indiscriminate per i clandestini;
• apertura di nuovi Centri di permanenza temporanea per l'identificazione
e l'espulsione dei clandestini;
• contrasto dell'immigrazione clandestina, attraverso la collaborazione
tra governi europei e con i paesi di origine e transito degli immigrati;
• contrasto all'insediamento abusivo di nomadi e allontanamento di tutti
coloro che risultino privi di mezzi di sostentamento legali e di regolare
residenza;
• precedenza per l'immigrazione regolare ai lavoratori dei paesi che
garantiscono la reciprocità dei diritti, impediscono la partenza di
clandestini dal proprio territorio e accettino programmi comuni di
formazione professionale negli stessi paesi;
• conferma del collegamento stabilito nella Legge Bossi-Fini fra permesso
di soggiorno e contratto di lavoro e contrasto allo sfruttamento illegale
del lavoro degli immigrati;
• incentivi alle associazioni, alle scuole e agli oratori per la
conoscenza della lingua, della cultura e delle leggi italiane da parte
degli immigrati;
• lotta al terrorismo interno ed internazionale, anche attraverso lo
stretto controllo dei centri collegati alla predicazione fondamentalista;
• tutela dell'ordine pubblico dagli attacchi alla legalità dei vari
"disobbedienti" e aumento delle pene per i reati di violenza contro le
forze dell'ordine;
2. Più giustizia
• perfezionamento dell'azione intrapresa nella legislatura 2001/2006 dal
Governo Berlusconi, con il completamento della riforma dei codici, la
definitiva razionalizzazione delle leggi esistenti e l'attuazione dei
principi enunciati dalle sentenze della Corte Costituzionale, non ancora
trasposti in atti legislativi;
• attuazione dei principi costituzionali del giusto processo per una
maggiore tutela delle vittime e degli indagati;
• aumento delle risorse per la giustizia, con un nuovo programma di
priorità nell'allocazione delle risorse: più razionalità nelle spese,
più investimenti nell'amministrazione della giustizia quotidiana, a
partire dalla giustizia civile;
• garanzia della certezza della pena, con la previsione che i condannati
con sentenza definitiva scontino effettivamente la pena inflitta ed
esclusione degli sconti di pena per i recidivi e per chi abbia commesso
reati di particolare gravità e di allarme sociale;
• inasprimento delle pene per i reati di violenza sui minori e sulle
donne; gratuito patrocinio a favore delle vittime; istituzione del
Tribunale della famiglia, per garantire i diritti fondamentali dei
componenti del nucleo familiare;
• costruzione di nuove carceri e ristrutturazione di quelle esistenti;
• rafforzamento della distinzione delle funzioni nella magistratura,
come avviene in tutti i paesi europei; confronto con gli operatori della
giustizia per una riforma di ancor maggiore garanzia per i cittadini,
che riconsideri l'organizzazione della magistratura, in attuazione dei
principi costituzionali;
• limitazione dell'uso delle intercettazioni telefoniche e ambientali al
contrasto dei reati più gravi; divieto della diffusione e della
pubblicazione delle intercettazioni telefoniche ed ambientali, con
pesanti sanzioni a carico di tutti coloro che concorrono alla diffusione
e pubblicazione;
• riforma della normativa anche costituzionale in tema di responsabilità
penale, civile e disciplinare dei magistrati, al fine di aumentare le
garanzie per i cittadini;
• completamento della riforma del Codice di Procedura Civile con
snellimento dei tempi di definizione ed incentivi alle procedure extra
giudiziali.
Quarta
missione
i servizi ai
cittadini.
Sanità, scuola,
università, ricerca, cultura e ambiente.
Daremo agli italiani servizi pubblici degni di un Paese europeo, innovando
nel campo della sanità, della scuola, dell'università, della ricerca e
nella tutela dell'ambiente.
1. Sanità
• completamento del piano del Governo Berlusconi per l'eliminazione delle
liste d'attesa;
• incentivazione del rinnovamento tecnologico delle strutture ospedaliere
e della realizzazione di nuove strutture, in particolare al Sud, in
accordo con le Regioni;
• trasparenza nella scelta dei manager nelle aziende pubbliche sanitarie,
con graduatorie che valorizzino il merito e la qualificazione
professionale;
• riforma della Legge 180 del 1978 in particolare per ciò che concerne il
trattamento sanitario obbligatorio dei disturbati psichici;
• attuazione della legge contro le droghe e potenziamento dei presidi
pubblici e privati di prevenzione e di recupero dalle tossicodipendenze.
2. Scuola,
università, ricerca e cultura
• Ripresa nella scuola, per gli alunni e per gli insegnanti, delle "3 i":
inglese, impresa, informatica;
• difesa del nostro patrimonio linguistico, delle nostre tradizioni e
delle nostre culture anche per favorire l'integrazione degli stranieri;
• attuazione per la prima volta in Italia del disposto dell'articolo 34
della Costituzione: "I capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, hanno
diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi";
• commisurazione degli aumenti retributivi a criteri meritocratici con
riconoscimenti agli insegnanti più preparati e più impegnati;
• libera, graduale e progressiva trasformazione delle Università in
Fondazioni associative, aperte ai contributi dei territori, della società
civile e delle imprese, garantendo a tutti il diritto allo studio;
• rafforzamento della competizione tra atenei, premiando qualità e
risultati;
• realizzazione dei "Fondi dei fondi" per finanziare gli investimenti in
ricerca sul modello di quanto realizzato in Francia;
• inserimento graduale e progressivo della detassazione degli utili
reinvestiti in ricerca ed innovazione tecnologica;
• legge quadro per lo spettacolo dal vivo (teatro, musica, danza) e per
promuovere la creatività italiana in tutti i campi dello spettacolo,
dell'arte e della multimedialità;
• promozione delle "cittadelle della cultura e della ricerca", con il
concorso del pubblico e dei privati, per lo studio delle eccellenze
italiane e lo sviluppo di piani e strategie per la valorizzazione delle
produzioni tradizionali.
3. Ambiente
• Introduzione della destinazione di un "5 per mille" per l'ambiente;
• legge obiettivo per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del
patrimonio culturale e la tutela del paesaggio, nel rispetto delle
autonomie territoriali, attraverso la demolizione degli ecomostri e il
risanamento degli scempi arrecati al paesaggio italiano;
• promozione di azioni coordinate di valorizzazione del territorio
attraverso la programmazione negoziata con le Regioni, anche per
ottimizzare l'utilizzo dei fondi europei relativi ai beni culturali e al
recupero dei centri storici;
• realizzazione di strumenti di tutela del suolo e delle acque per una
razionalizzazione della gestione delle risorse e per la prevenzione dei
disastri idrogeologici, fatte salve le competenze regionali;
• aggiornamento della Legge 157/92 secondo gli indirizzi europei in
materia di attività venatoria.
Quinta missione
il Sud
Noi vogliamo
un'Italia che finalmente superi, attraverso un impegno straordinario, il
drammatico divario tra Nord e Sud, realizzando una politica che valorizzi
la responsabilità dei territori e metta a frutto tutte le energie presenti
nel Paese.
• Piano decennale straordinario concordato con le Regioni per il
potenziamento, completamento e realizzazione delle infrastrutture: porti,
reti stradali e autostradali, alta capacità ferroviaria, Ponte sullo
stretto, in modo da formare un sistema logistico integrato;
• creazione di zone e porti franchi;
• "Leggi Obiettivo" speciali concentrate su turismo e beni culturali,
agroalimentare e risorse idriche, infrastrutture e logistica, poli di
eccellenza per la ricerca e l'innovazione;
• realizzazione di un piano strategico di riconversione dell'industria
chimica pesante (impianti petrolchimici e centrali termoelettriche)
ispirato alle nuove tecnologie;
• pieno e tempestivo utilizzo dei fondi comunitari attraverso nuove intese
istituzionali di programma;
• realizzazione della Banca del Sud secondo il progetto del Governo
Berlusconi;
• federalismo fiscale solidale e misure di fiscalità di sviluppo
(fiscalità compensativa) a favore delle aree svantaggiate;
• contrasto alla criminalità organizzata; piano di emergenza per la
sicurezza e la legalità.
Sesta missione
il federalismo
La riforma del
Titolo V della Costituzione ha posto le premesse per avviare un ampio
processo di trasferimento di poteri dal centro alla periferia. Per il
riconoscimento di una effettiva autonomia delle Regioni e degli enti
locali occorre realizzare il federalismo fiscale, che comporta il
trasferimento di risorse finanziarie dal centro alla periferia, a parità
di spesa pubblica e di pressione fiscale complessiva.
• attuazione al disposto dell'articolo 119 della Costituzione, assegnando
agli enti territoriali le più idonee fonti di finanziamento, trovando il
giusto equilibrio tra autonomia, equità ed efficienza;
• approvazione, a tal fine, da parte del Parlamento della proposta di
legge "Nuove norme per l'attuazione dell'art. 119 della Costituzione",
adottata dal Consiglio Regionale della Lombardia il 19 giugno 2007;
• garanzia della massima trasparenza ed efficienza nelle decisioni di
entrata e di spesa, così da permettere il controllo della collettività
sulle politiche fiscali e di spesa delle amministrazioni locali;
• garanzia che la perequazione riduca ma non annulli le differenze di
capacità fiscale, fermo il principio costituzionale di giusto equilibrio
tra solidarietà ed efficienza, premiando i comportamenti finanziari
virtuosi e le regioni con una minore evasione fiscale.
Settima missione
un piano
straordinario di finanza pubblica
Questo programma si
estende sull'intero arco della prossima legislatura e sarà integralmente
realizzato entro il suo termine.
Cinque anni sono un periodo di tempo sufficientemente lungo per graduare
l'avanzamento progressivo degli interventi che ci impegniamo a realizzare.
In ogni caso ci è ben chiaro che la realizzazione del nostro programma è
sottoposta a 3 vincoli esterni essenziali:
a) il vincolo costituito dalla crisi economica in atto nel mondo ed in
Italia. Una crisi che può aggravarsi e che in questi ultimi due anni è
stata irresponsabilmente ignorata o sottovalutata dal Governo Prodi;
b) il vincolo imposto dagli impegni di trattato europeo, impegni che
l'Italia ha assunto e che il nostro prossimo Governo intende rispettare.
Come è stato già fatto nel periodo del nostro governo caratterizzato da
una congiuntura economica negativa che ha portato la Germania e la Francia
- ma non l'Italia - sulla soglia delle "sanzioni" europee;
c) il vincolo costituito dall'attuale instabile equilibrio dei conti
pubblici italiani.
In questi termini, gli interventi attuativi del presente programma saranno
comunque progressivamente e responsabilmente realizzati in funzione
dell'andamento dell'economia e nel rispetto dei criteri di rigore nella
gestione del bilancio pubblico.
Non facciamo e non promettiamo miracoli.
In ogni caso non metteremo le mani nelle tasche dei cittadini. Non
aumenteremo dunque la pressione fiscale. Anzi ci sforzeremo di ridurla.
Fermo l'obiettivo di contrasto e di recupero dell'evasione fiscale.
Il nostro impegno sarà all'opposto sul lato della spesa pubblica, che
ridurremo nella sua parte eccessiva, non di garanzia sociale, e perciò
comprimibile. A partire dal costo della politica e dell'apparato
burocratico (ad esempio delle Province inutili).
In parallelo a questi interventi di carattere ordinario, pensiamo comunque
che sia possibile e necessario un piano di ristrutturazione straordinaria
della nostra finanza pubblica. Un piano articolato come segue.
Dentro la struttura della nostra finanza pubblica, come si è via via
formata in questi ultimi trenta anni, noi vediamo emergere 5 punti
caratteristici essenziali:
a) l'attivo è superiore al passivo. Il patrimonio pubblico (circa 1.800
miliardi di euro) è in specie superiore al debito pubblico (circa 1.500
miliardi di euro);
b) tutto il passivo è collocato come debito pubblico sul mercato, mentre
la parte di attivo che potrebbe essere collocata e valorizzata sul
mercato, fatta da azioni, aziende, immobili, crediti, diritti di
concessione, etc. (fino al 40% del totale, fino a circa 700 miliardi di
euro) è ancora in mano pubblica;
c) simmetricamente, il grosso del risparmio privato è direttamente ed
indirettamente investito in passività (ed in specie in titoli del debito
pubblico) e non in attività;
d) mentre quasi tutto il debito pubblico è del governo centrale (dello
Stato), il grosso del patrimonio pubblico che può essere collocato e
valorizzato sul mercato - circa i due terzi del totale - è dei governi
locali (Regioni, Province, Comuni). Da ultimo, mentre il governo centrale
(lo Stato) tende a privatizzare, molti Governi locali seguono il processo
opposto tendendo a pubblicizzare;
e) mentre quasi tutto il prelievo fiscale è centrale (dello Stato), la
parte crescente della spesa pubblica discrezionale è locale (di Regioni,
Province, Comuni).
La nostra proposta è un grande e libero patto tra Stato, Regioni,
Province, Comuni, risparmiatori ed investitori.
Un patto che:
- realizzi il federalismo fiscale solidale, di cui all'art.119 della
Costituzione;
- riduca il debito dello Stato, immettendo sul mercato una quota
corrispondente di patrimonio pubblico, offrendo a risparmiatori ed
operatori economici maggiori e migliori opportunità di investimento.
Gli effetti finali attesi sono: la riduzione del debito pubblico; un
minore costo del debito pubblico residuo; una maggiore trasparenza, una
maggiore responsabilità ed efficienza della spesa pubblica; la
riorganizzazione e la digitalizzazione della pubblica amministrazione, il
rilancio dell'economia.
Solo su questa base, non aumentando le tasse sul reddito, sulla casa, sul
risparmio, sulle partite IVA, ma abbattendo la manomorta del debito
pubblico, l'Italia può ripartire.
L'effetto positivo cumulato atteso è stimabile in termini di 1 punto di
prodotto interno lordo di minore spesa pubblica corrente e di 1 punto di
prodotto interno lordo di maggiore crescita.
Tutte le ipotesi di intervento di finanza pubblica presenti in questo
programma sono ampiamente coperte, grazie alla somma degli effetti del
piano straordinario e ai risultati della nostra azione contro l'evasione
fiscale condotta con la riforma delle esattorie, mediante l'effettiva
partecipazione dei Comuni all'accertamento, il potenziamento
dell'amministrazione finanziaria, il progetto della riforma dal basso e
non dall'alto degli studi di settore.
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